La carne della razza Piemontese è considerata una delle migliori carni del mondo.

Ha una percentuale di colesterolo che non supera quella rilevata nella maggior parte del pesce (48-60 mg/100 gr a seconda dei tagli) ed ha contenuti di grasso inferiori del 50% rispetto ad altre razze*. A tavola si contraddistingue per la straordinaria morbidezza, per il gusto avvolgente e per il sapore elegante e inconfondibile.

Per quanto riguarda il Bue, vero e proprio re della Fiera e della tradizione gastronomica, la preparazione più conosciuta è senza dubbio il Bollito Misto alla Piemontese, che la tradizione vuole ispirato alla “regola del sette”. Vale a dire che per la preparazione di questo piatto straordinariamente ricco ed opulento, occorrono sette tagli: scaramella, punta di petto, brutto e buono, muscolo, stinco, cappello del prete, reale con osso..

E sempre sette sono i cosiddetti “ornamenti” che, cucinati a parte, debbono accompagnare il piatto: testina di vitello completa di musetto, lingua, zampino, coda, gallina, cotechino e rolata (che alcuni sostituiscono con la lonza).

Immancabili le salse: il classico “bagnetto verde”, a base di prezzemolo, acciughe, aglio, aceto e mollica di pane raffermo, il “bagnetto rosso” con pomodori, peperone rosso, aglio, senape e aceto rosso, la salsa al Cren, ottenuta dalla radice del rafano, la salsa delle api, a base di miele, noci, senape in polvere e brodo, la salsa con senape, la mostarda d’uva e tante altre.

Oltre al Bollito Misto, sono molti i piatti che trovano il loro ingrediente ideale nell’utilizzo di questa carne: dalla famosa “battuta al coltello” al brasato, dallo stracotto al roast-beaf.